Perché sono un genio! Lorenza Mazzetti

Perché sono un genio! Lorenza Mazzetti
di Steve Della Casa, Francesco Frisari – Italia, 2016, 62 minuti
Documentario

In programma venerdì 30 ottobre, ore 15:00
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Trama

Il “genio” di Lorenza Mazzetti è tutto nello sguardo profondo con cui vive e racconta la sua storia straordinaria. “Perché sono un genio! Lorenza Mazzetti” si concentra sugli anni in cui Lorenza scopre e comincia ad esplorare il suo “genio”, che poi troverà diverse forme di espressione, non solo in film e libri. Nel film è Lorenza stessa a raccontarsi, nei luoghi del suo passato e nella vita di oggi, con la gemella Paola e sempre con la libertà dell’infanzia addosso.

Commento

Lorenza Mazzetti era una presenza gentile che ogni tanto faceva irruzione nella mia vita. Così parla di Lorenza Mazzetti il suo amico Bernardo Bertolucci, che la conosceva da molto tempo: fu infatti grazie all’intervento di suo padre Attilio Bertolucci (e anche di Zavattini e di Soldati) che Lorenza Mazzetti vide pubblicato per Garzanti nel 1961 Il cielo cade, il meraviglioso romanzo nel quale, con lo sguardo di una ragazzina, raccontava l’orribile eccidio che la sua famiglia aveva dovuto subire per opera dei nazisti. Non solo nella vita di Bernardo ha fatto irruzione Lorenza, con i suoi modi gentili, la sua intelligenza acuta e mite, la sua determinazione fortissima verso la vita. Dopo la fine della guerra, Lorenza si trasferì in Gran Bretagna e diventerà la musa del Free Cinema, firmandone il manifesto (assieme a Karel Reisz, Lindsay Anderson e Tony Richardson) e partecipando al festival di Cannes dove otterrà un importante riconoscimento. Poi tornerà in Italia, scriverà quel romanzo al tempo stesso traumatico e liberatorio, collaborerà con Pier Paolo Pasolini alla rivista Vie Nuove, diventerà pittrice, scriverà romanzi, animerà il teatro dei burattini della capitale… Una biografia intensa, quasi da leggenda, impressionante da leggere. Ma Lorenza ha vissuto tutte queste avventure con una leggerezza e un candore che affascinavano: infatti tutti coloro che l’hanno conosciuta bene faticano a riconoscersi nella sua biografia così fitta di avvenimenti e di produzione intellettuale. Perché Lorenza era anche una signora che impazziva per gli occhiali colorati, che amava mangiare la pastasciutta con amici vecchi e giovani sul divano di casa, che acquistava in modo seriale ninnoli e catenine; e anche una instancabile oratrice che girava le scuole di mezza Italia per evitare che altri ragazzini potessero subire le sofferenze da lei affrontata a causa di fascisti e nazisti. Lorenza Mazzetti non aveva nessuna ambizione di essere una donna che sapeva fare opinione, ma la era naturalmente: bastava sentirla parlare per innamorarsi di lei. Non insisteva mai sulla sua parentela (molto intensa peraltro) con Albert Einstein: credo temesse che quel nome così importante fosse una sorta di “testimonial” maschile necessario per la sua affermazione come donna: e ovviamente non era affatto necessario, era chiaro fin dai primi minuti. La sua scrittura era veramente unica: Il cielo cade è per tre quarti del racconto un divertente romanzo di formazione su una ragazzina che sta scoprendo la vita; poi all’improvviso qualcuno bussa alla porta di un casale toscano e all’improvviso la tragedia fa irruzione nella vita di quella ragazza. Il suo film Together (premiato come si è detto a Cannes) è un film dal quale traspare un grande senso di libertà, visualizzato da quello strano ed allampanato protagonista che balla sui tetti di una Londra postbellica, nera e fitta di smog. Quella voglia di leggerezza ha accompagnato Lorenza per tutta la sua lunga, intensa, romanzesca vita. Lavorare a un documentario su di lei è stata una delle esperienze più belle e capaci di arricchire per chi ama il cinema e, soprattutto, ama davvero la vita. (Steve della Casa)

 

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